|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
Audio Musica Recording Presenta:
La serie POD della Line 6, in tutte le sue diverse incarnazioni, presenta senza ombra di dubbio tra i migliori simulatori di amplificazione e processori multi-effetto presenti oggi sul mercato, sia per la qualità del suono (ad oggi un vero e proprio standard) che per il successo di pubblico e critica in tutto il mondo. La famiglia POD vanta un’ampia scelta di formati, dai più economici ai professionali, dalle versioni a pedaliera per il live a quelle a rack per lo studio. Cosa manca dunque? Una versione mini naturalmente! Perchè lasciare ad Apple l’esclusivo divertimento di rimpicciolire la sua gamma di prodotti? Prendendo esempio da portatili, lettori mp3 ed altri tentativi di ridurre le dimensioni delle apparecchiature elettroniche, Line 6 ha scelto con cura le migliori caratteristiche della serie POD racchiudendole in un case tanto piccolo da poter essere tenuto in una sola mano. Il Pocket POD è il neonato nella famiglia POD ed è pronto a diventare un must per tutti coloro che sono alla ricerca di un simulatore di amplificazione e di un processore di effetti portatile per le più diverse motivazioni: esercizio, registrazione con portatili, live, e qualsiasi altra applicazione possa venire in mente. Come è possibile immaginare, alcune caratteristiche sono state leggermente ridotte per poter essere inserite in un formato così ridotto, senza però scendere a nessun compromesso per quanto riguarda la qualità delle emulazioni e la potenza e pulizia del suono. L’illusione di avere davanti a se uno strumento piccolo e leggero sparisce immediatamente appena lo si collega alle casse. I fedelissimi della serie POD riconosceranno immediatamente lo stesso suono ricco, complesso e presente del leggendario POD 2.0. Incredibile pensare che uno stack Marshall possa essere alimentato da quattro pile stilo AAA — anche se emulato e miniaturizzato — ma funziona alla grande L'INCREDIBILE POD IN MINIATURA
Il Pocket POD può essere tenuto in una sola mano, ma possiede lo stesso motore di generazione del suono della versione desktop POD 2.0, decisamente più difficile da tenere in una sola mano, a meno che non vi chiamiate Shaquille O’Neal! Attualmente sul mercato sono già presenti alcuni
multi-effettti miniaturizzati alimentabili a pile che possono essere
agganciati alla propria cintura, ma Line 6 è andata decisamente oltre: hanno
preso uno strumento già completo e dalla forma inconfondibile — il così
detto fagiolo rosso — e ne hanno ricavato una versione Mini-Me. Questo non
può che essere un fattore positivo, in quanto identifica immediatamente il
prodotto come appartenente alla famiglia POD, vera e propria garanzia di
qualità. I paragoni con la versione full-size sono assolutamente
inevitabili, ma gli ingegneri Line 6 hanno creato un prodotto in grado di
offrire il meglio dei due mondi, sfruttando la nota forma e la collaudata
interfaccia e creando un processore d’effetti in grado di lavorare
all’interno di un case estremamente compatto dotato di tutti gli ingressi e
le uscite necessarie per la maggior parte delle applicazioni. I controlli ed
i pulsanti presenti sono di ottima fattura ed il display è, nonostante le
dimensioni ridotte, estremamente leggibile e retro-illuminato. SUONO E CARATTERISTICHE
Nel pannello posteriore possiamo trovare le connessioni, compresi ingresso aux CD/Mp3, uscita per l’ampli, uscita cuffie / direct out, connessione per alimentatore 9V, ingresso chitarra. Sul lato sinistro troviamo la porta USB. Sul fatto che Line 6 avrebbe presentato uno strumento dal
design unico non avevamo alcun dubbio, ma diamo un’occhiata alle principali
caratteristiche. Il Pocket POD presenta più di 300 preset e se si vuole
modificare i suoni, si possono effettuare delle correzioni rapide tramite il
pannello frontale in modo estremamente intuitivo. Ad esempio, selezionando
un suono pulito come ad esempio il preset chiamato Class A, possiamo
regolare al volo Drive, Effetti, Delay e Volume del Canale tramite i quattro
controlli rotativi. PICCOLO E STILOSO
Il PocketPOD offre un clip per poterlo appendere alla cintura o alla cinghia della chitarra. All’interno della categoria Style troviamo anche due sotto-categorie del tutto inaspettate: Bass e Vocal. Questo sta ad indicare che il Pocket POD può essere anche utilizzato dai bassisti e che è possibile collegarvi un microfono (sempre che il livello d’ingresso combaci). L’ultima sottocategoria della famiglia Style è chiamata “Song” e comprende suoni ispirati a canzoni famose. Line 6 in questo caso scende nello specifico, assegnando al preset il titolo reale della canzone (senza eufemismi o similitudini, ma solo tramite abbreviazioni per salvare spazio); sfogliando i preset troveremo titoli quali “Another Brick in the Wall,” “Ah Via Musicom,” “Smoke on the Water,” “Purple Haze,” “Smells Like Teen Spirit,” “Back in Black,” “Cold Shot,” “Come as You Are,” “Crazy Train,” “Paranoid Android,” e molte altre ancora. Senza dubbio questi preset possono diventare un ottimo punto di partenza per la creazione dei propri suoni personalizzati. SOFTWARE DI EDITING VYZEX Se volete effettuare regolazioni ed impostazioni ancora più dettagliate sul vostro suono, potrete sfruttare il software di editing/libreria Vyzex di Line 6. Il Pocket POD non è sicuramente il primo multi-effetto che consente un editing dettagliato via software; coloro che dunque necessitano regolazioni fini sul proprio suono rispetto a quelle offerte dal pannello di controllo potranno collegarsi al proprio portatile o fisso tramite un cavo USB (incluso nella confezione). Tramite Vyzex, è possibile caricare e trasmettere l’intera libreria di suoni, banchi e preset singoli. L’editing avviene a due vie: muovendo i controlli del pannello frontale si muoveranno i controlli su schermo e vice-versa.
Il software di Line 6 dedicato al Pocket POD, chiamato Vyzex, è molto semplice da utilizzare. Esistono due motivi per utilizzare Vyzex, oltre alla
comodità: MICRO EDITING Torniamo al pannello frontale. Una volta presa l’abitudine ad utilizzare il selettore a quattro vie (simile a quello presente nei cellulari) per navigare all’interno del Browser, è possibile iniziare a modificare il suono tramite i quattro controlli rotativi ed i due bottoni. I quattro controlli rotativi offrono accesso a due set di controlli: il primo set comprende: Drive, Effetti, Delay e Volume del Canale. Per accedere al secondo set è sufficiente tener premuto il pulsante Save per accedere a Bassi, Medi, Alti e Riverbero. Oltre a questi intuitivi comandi, è possibile modificare i modelli di amplificatori e cabinet e la sezione di effetti per ciascun preset utilizzando una combinazione di due pulsanti. È anche presente un accordatore al quale è possibile accedere tramite la pressione di un singolo pulsante e l’opzione Tap Tempo, anch’essa gestibile tramite un unico pulsante. CONCLUSIONI Da un punto di vista sonoro, il Pocket POD è molto simile
al POD 2.0. Entrambe offrono 32 modelli di amplificazione, 16 cabinet e 16
effetti. Entrambi includono la tecnologia proprietaria Line 6 A.I.R. per la
simulazione di microfoni e stanze. La differenza principale tra i due
strumenti risiede nell’hardware dato il numero inferiore di controlli
presenti; la struttura dei menu e la semplicità di navigazione sono comunque
estremamente intuitivi e, volendo, possono essere completamente ignorati se
si decide di utilizzare il software di editing Vyzex. CARATTERISTICHE DEL POD • Preset: Oltre 300; 124 programmabili dall’utente, 100
Rock Star, 70 Song
Recensione a cura di © Audio
Musica Recording tutti i diritti riservati |
||||||||||