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Recensioni

Audio Musica Recording Presenta:

Reason Electric Bass Refill per Reason 4

Recensione di Pier Calderan tratta dalla rivista AV&M

Propellerhead Reason Electric Bass Refill € 105,00

Un’incredibile ricarica di bassi per la più potente workstation del mondo!

Propellerhead: mai un nome di azienda fu più azzeccato. Traducibile come “mente propulsiva”, l’azienda svedese, da 15 anni a questa parte non fa altro che stupirci con le sue invenzioni. ReCycle, ReBirth, ReWire, ReLoad, Reason, Remote, ReFill... tecnologie e software entrati prepotentemente nella storia. Votati alla ricerca di soluzioni innovative per la musica, oltre che al nome dei prodotti che inizi con il prefisso “Re”, i geniali ingegneri scandinavi, ne fanno sempre una più del diavolo. Inutile dire che Reason è la piattaforma di produzione musicale più usata al mondo dai producer di musica elettronica e probabilmente è il progetto più completo scaturito da quelle menti propulsive. Reason è un software modulare, anzi, strutturale, che consente di aumentare a dismisura la sua flessibilità grazie ai ReFill, un carburante sonoro sottoforma di campioni e di patch per rendere Reason sempre più potente e aggiornato con le ultime novità o tendenze musicali. E non si tratta solo di semplice plug-in da aggiungere al rack di Reason, ma di importanti innesti strutturali nel programma.

 

REB
Reason Electric Bass ReFill, per gli amici REB, è una nuova collezione ipercampionata di otto bassi elettrici vintage, usabili in qualsiasi produzione musicale. E con il termine “ipercampionato”, si intende la tecnica di Hypersampling utilizzata da Propellerhead per campionare i suoni nel modo più realistico e musicale possibile (vedi paragrafo più avanti). Gli otto strumenti usati per realizzare questa libreria di bassi elettrici sono stati scelti dall’arsenale privato del bassista svedese Sven Lindvall (eccetto il Rickenbacker):
• Fender Jazz Bass - 1968: suonato con le dita
• Fender Precision - 1965: suonato con le dita
• Fender Precision - 1978: suonato con il plettro
• Gibson EB-0 - 1972: suonato con le dita
• Gibson Les Paul - 1969: suonato con le dita
• Kay Hollowbody - 1963: suonato con il plettro
• Music Man StingRay 5 - 2001: suonato con le dita
• Rickenbacker 4001- 1974: suonato con il plettro

Il contenuto

Questo ReFill di bassi elettrici per Reason, oltre alla sua eccelsa qualità, è ben progettato e può essere usato subito in qualsiasi ambito musicale. Il fatto che i bassi usati nella libreria siano “vintage” non significa che si deve fare per forza un brano anni ’60... le patch del Combinator sono state create da musicisti professionisti e
gli stili di basso possono essere usati per vari generi musicali. Chiaramente, è possibile creare il proprio suono di basso partendo da un template o modificarne uno a piacere. Oppure, tramite NNXT di Reason, scegliere il microfono di una ripresa specifica o di un amplificatore. Anche gli effetti sono stati selezionati per il tipo di basso, ma nulla vieta di usare qualsiasi altro effetto. Una marea di possibilità, come al solito...
Analizziamo il contenuto del lussuoso pacchetto di REB. Innanzitutto, i due DVD della confezione contengono rispettivamente le versioni a 16 e a 24 bit della libreria. Significa che coloro che possiedono un computer, per così dire, un po’ lento, possono caricare la libreria a 16 bit per la produzione, mentre per il master finale possono renderizzare la produzione usando i suoni della libreria a 24 bit. Proprio per questo, le patch sono identiche per entrambe le versioni. L’installazione delle due librerie (identiche) a 16 e 24 bit viene effettuata semplicemente copiando i tre file ReFill di ciascun DVD all’interno della cartella di Reason, ovvero:
• Reason Electric Bass Samples 1 (16 o 24 bit)
• Reason Electric Bass Samples 2 (16 o 24 bit)
• Reason Electric Bass (Patch varie)

Per la gioia di chi vuol sentire subito qualcosa che funzioni, ci sono alcuni file dimostrativi di song (rps) e sequenze (rns). In questo modo è possibile partire immediatamente con la produzione delle parti di basso, imparando da questi esempi in quattro e quattr’otto...

Patch

Dopo tutto questo gran parlare, l’irrefrenabile curiosità di sentire come suonano questi bassi, ci spinge a caricare prima le song e poi le sequenze dimostrative. Ma è chiaro che, dopo il primo esaltante ascolto dei file demo, cresce immediatamente la voglia di creare un proprio giro di basso.
Quindi, un clic su New e su Create Instrument per cominciare l’avventura del fai-da-te. Ovviamente, si suppone che l’utente abbia una minima dimestichezza con Reason. Altrimenti, leggere il manuale! Non c’è da stupirsi se l’organizzazione del ReFill è tanto chiara al punto che bastano pochi minuti per prendere confidenza con le lettere e le sigle che designano i vari modelli di basso, il tipo di ripresa (amplificatore + microfono) e il pickup al manico (Neck) o al ponte (Bridge).
La cartella delle patch (Figura 1) contiene le relative sottocartelle come spiegato qui di seguito.

Fig. 1 - Il Browser delle patch di Reason. Sulla parte destra
della finestra sono visibili tutte le cartelle e le sottocartelle
contenenti le patch per il Combinator.

Preset Basses
Ci sono due 2 o 3 patch per il Combinator disponibili per ogni strumento. Ogni patch offre diverse combinazioni di ripresa (amp+mic) e di pickup. La lettera (F) o (P) indica se il basso è suonato con le dita (Finger) o con il plettro (Pick). Per fare un esempio, la sottocartella Fender Jazz (F) contiente la seguente patch:

Jazz N&B A|M49+F|SM57

Non serve essere esperti crittografi. La lettura è semplicissima: basso Fender Jazz suonato con le dita (F), registrato con pickup al manico (N) e al ponte (B), amplificatore Ampeg (A) con microfono Didrik M49 e amplificatore Fender con SM 57. La descrizione dettagliata del contenuto di ogni patch e delle abbreviazioni è contenuta nel manuale di istruzioni.

Producer Basses
Sono patch assortite per il Combinator create da produttori professionisti. La nomenclatura è molto più chiara, per esempio: Griffin Producer [Fretless]. Notare che la descrizione dettagliata del contenuto di ogni patch Producer è contenuta nel manuale di istruzioni.

Style Basses
Una vasta scelta di patch per il Combinator basate su differenti stili musicali o di artisti e band. Di solito basta leggere il nome della patch per capire di cosa si tratta.
Per esempio: Low Rick [Rickenbacker], American Standard 90 [Les Paul], Disco Wah [P Bass Finger] e così via. La descrizione dettagliata del contenuto di ogni Style è contenuta nel manuale.

Template Patches
Sono una serie di “patch di partenza” per costruire il proprio suono di basso. È un modo per imparare anche a usare i suoni, i microfoni e gli amplificatori.

Separate Mics (NN-XT)
In questa sottocartella sono contenuti i singoli campioni delle riprese e dei bassi. Possono venire scelti singolarmente e caricati come Patch NN-XT, seguendo una facile nomenclatura:
• Numero del campione
• Modello di basso (Fender Jazz, Fender Precision, Gibson, Les Paul, Kay, Rickenbacker, StingRay).
• Tipo di campione (Sustain, Hammer On, Glissando, Release, Gene, Fret, Ghost)
• Stile suonato (Finger, Pick)
• Nota campionata (numero di nota o No Pitch)
• Layer dinamico
• Amplificatore (Ampeg o Fender)
• Microfono (Coles, Didrik, Subkick, Neumann, AKG)

A titolo di esempio, il file PRP_GST_G2_V4_8_FS413 indica che il campione è del Fender Precision suonato con il plettro (PRP). È una Ghost Note (GST) con altezza G2 e Velocity Layer 4 (V4). La ripresa è stata effettuata dal Fender Showman con microfono SM57 (FS). Semplice, no?

Come si suona

Dopo aver perso gli occhi sui nomi delle patch, vediamo come si suonano. Senza dilungarci troppo, guardiamo almeno le caratteristiche esecutive da sfruttare per suonare il basso come fosse vero, cioè con le tecniche di Glissando, Hammer On, Slide e come aggiungere Fret Noise (rumori del tasto) e Ghost Note (note fantasma).
L’attivazione dei campioni relativi agli effetti Slide, ai rumori (Fret e Ghost) e agli effetti di Glissando e Hammer
On, sono stati mappati da C0 a C#1 (Figura 2). Da C#7 a G7 sono stati mappati ulteriori effetti Slide per dare ulteriore realismo alle performance. Slide L’effetto Slide, mappato da C0 a E0, consente Slide Up-Down, Slide Up-Down Fast, Slide Down, Slide Down Fast e Slide Up. Gli Slide da C#7 a G7 sono di vario tipo.

Fig. 2 - Ripresa del segnale dei 6 bassi con pickup singolo e dei 2 bassi con pickup doppio. Il segnale del pickup è stato diviso in tre vie: due agli amplificatore e una diretta al software.

Fret noise
Da F0 a G0 ci sono tre tipi di rumore prodotti dal movimento delle dita sui tasti. L’intensità del rumore viene determinata dalla dinamica delle note suonate.
Ghost Note
Da G#0 a B0 sono disponibili note fantasma per ogni corda (E, A, D,G). È il tipico suono prodotto dalla corda stoppata. Sono disponibili note fantasma su diversi layer di dinamica.
Hammer On e Glissando
I tasti C1e C#1 sono usati per l’effetto Hammer On e Glissando. Le note suonate da D1a C4 sono quelle originali del basso, campionate ognuna con il proprio sustain su diversi layer dinamici. Le stesse note sono disponibili da D4 a C7 come note da suonare alternate. Tenendo premuto il tasto C1 si introduce l’effetto Hammer On. Le note da D1 a C4 (e da D4 e C7) sono come venissero suonate direttamente sul manico, con la tecnica Hammer On, appunto. Usando la tecnica alternata delle note Hammer On e quelle con Sustain normale si riesce a dare una maggiore sensazione live all’esecuzione. Tenendo premuto il tasto C#1 si introduce l’effetto Glissando (verso l’alto) per le note da D1 a C4 (e da D4 e C7), su diversi layer dinamici.

Controlli vari

Per poter creare l’effetto corretto di note ripetute e legate, tipicamente usate nei generi rock, senza però interrompere l’inviluppo fra una nota e l’altra, si può usare la tecnica “note alternate più pedale di Sustain”. Per esempio, se si deve ripetere lo stesso MI basso con note legate, cioè senza sentire “stacchi” fra una nota e l’altra, basta suonare il tasto MI della prima ottava (E1) e il MI della quarta ottava (E4) tenendo premuto il pedale del Sustain.
Con il controller di Modulation Wheel della master keyboard si può controllare l’attenuazione del suono delle corde. Nel basso StingRay Fretless, con la ruota Modulation Wheel si controlla invece l’effetto di vibrato.
Tramite l’Aftertouch, in tutte le patch dei Preset, si può controllare il vibrato. Per tutte le patch il Pitch Bend è impostato a due semitoni di default, ma è possibile modificare l’intervallo delle singole patch a piacere.
I potenziometri 1 e 2 del pannello del Combinator sono assegnati alla funzionalità key switching per Hammer On e Glissando per cui sono inattivi. Il potenziometro 3 serve a controllare l’EQ dei preset, mentre il potenziometro 4 controlla il compressore. Nelle patch con doppio pickup si può controllare in tempo reale il mix fra i pickup al ponte e al manico (vedi box “REB - Mix del suono di due pickup”).

Hypersampling

Se la tecnica di multicampionamento è stata la panacea di molte librerie basate su campioni, cos’altro potevano inventare i tecnici del suono svedesi? La tecnica di ipercampionamento, ovviamente! L’Hypersampling si basa su quattro elementi chiave, alcuni nuovi, altri derivati dalla tradizione:
1. Livelli multipli di dinamica per catturare l’intervallo dinamico di ogni strumento.
2. Microfonaggio e ripresa dei segnali multipli per catturare, controllare e miscelare il carattere dei vari microfoni e degli amplificatori.
3. Campioni multipli di “uguale dinamica”: l’alternanza dei campioni che suonano in maniera simile rende la performance più realistica.
4. Multicampionamento delle variazioni: il suono diviene più realistico catturando le diverse tecniche esecutive, le diverse sfumature sonore e i vari rumori dello strumento campionato.

La ripresa dei segnali

Per una maggiore flessibilità, i bassi e gli amplificatori sono stati registrati utilizzando segnali paralleli.
Le Figure 2 e 3 mostrano due differenti metodi di ripresa del segnale per i bassi con pickup singolo e doppio. Per il doppio pickup, il segnale è stato diviso in modo che il pickup al manico fosse mandato all’amplificatore Ampeg e il pickup al ponte all’amplificatore Fender.

Fig. 3 - Ripresa del segnale dei 2 bassi con pickup doppio. I segnali sono stati ripartiti fra i due amplificatori mentre il suono diretto è stato ripreso dal software.

Ampli, microfoni e pre

Uno degli amplificatori che hanno fatto storia è sicuramente l’Ampeg B-15 S Portaflex Bass Combo “fliptop” (Figura 4), diventato famoso negli anni ‘60. Questo amplificatore a valvole eroga una potenza di 70 watt RMS su un cono da 15” accordato con bass reflex. Il suono che ne deriva è caldo e preciso.

Fig. 4 - Ampeg B-15 S Portaflex Bass Combo “fliptop”

Il Fender Showman “Black face” 64 (Figura 5) è un altro storico amplificatore con 50 W RMS su due coni da 12”, fornendo una sonorità “mediosa”, complementare al suono dell’Ampeg.
Oltre alla ripresa diretta tramite una REDDI Tube Direct Box, è stata usata una ricca serie di microfoni per la ripresa degli amplificatori. Le caratteristiche diverse dei microfoni impiegati hanno consentito la ripresa di tutte le sfumature timbriche degli amplificatori:
• Neumann U47 FET Un classico per il basso (usato per riprendere l’ampli Ampeg)
• Didrik DeGeer M49 Microfono valvolare artigianale prodotto dallo svedese Didrik De Geer (usato per riprendere gli ampli Ampeg e Fender)
• Coles 4038 Un microfono a nastro fra i preferiti in studio (usato per riprendere gli ampli Ampeg e Fender)
• Yamaha SKRM-100 Subkick Microfono formato da un altoparlante da 6,5” dentro un rullante da 10” adatto a cogliere le frequenze ultrabasse (usato per riprendere l’ampli Ampeg).
• Shure SM57 Uno dei più popolari cardioidi dinamici, adatto a riprendere sorgenti dinamiche come batterie e amplificatori (usato per riprendere l’ampli Fender).
• AKG D12 Microfono dinamico cardioide (usato per riprendere l’ampli Fender).

Fig. 5 - Fender Showman “Black face”

Per i diversi tipi di microfono e le varie riprese, sono stati usati i seguenti pre e DI box (Figura 6):
• Chandler TG2, ricreato sul preamplificatore EMI TG12428 usato negli studi EMI/Abbey Road negli anni ‘60 e ‘70. Usato per il microfono Didrik DeGeer M49.
• Il preamplificatore API 512C è stato usato per i microfoni SM57 e SKRM-100 Subkick.
• Il pre valvolare Fairman TMA è stato usato per i microfoni AKG D12 e Neumann U47.
• Come DI-box, sono stati usati il pre Avalon U5, il tube channel Fairman TRC MkII e il REDDI Tube Direct Box.

Fig. 6 - Da sx: API 512C, Chandler TG2 EMI, Fairman TMA, Avalon U5 e REDDI Tube Direct Box.

 

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