Un’incredibile ricarica di bassi per la più potente workstation del mondo!
Propellerhead:
mai un nome di azienda fu più azzeccato. Traducibile come “mente
propulsiva”, l’azienda svedese, da 15 anni a questa parte non fa altro che
stupirci con le sue invenzioni. ReCycle, ReBirth, ReWire, ReLoad, Reason,
Remote, ReFill... tecnologie e software entrati prepotentemente nella
storia. Votati alla ricerca di soluzioni innovative per la musica, oltre che
al nome dei prodotti che inizi con il prefisso “Re”, i geniali ingegneri
scandinavi, ne fanno sempre una più del diavolo. Inutile dire che Reason è
la piattaforma di produzione musicale più usata al mondo dai producer di
musica elettronica e probabilmente è il progetto più completo scaturito da
quelle menti propulsive. Reason è un software modulare, anzi, strutturale,
che consente di aumentare a dismisura la sua flessibilità grazie ai ReFill,
un carburante sonoro sottoforma di campioni e di patch per rendere Reason
sempre più potente e aggiornato con le ultime novità o tendenze musicali. E
non si tratta solo di semplice plug-in da aggiungere al rack di Reason, ma
di importanti innesti strutturali nel programma.
REB
Reason Electric Bass ReFill, per
gli amici REB, è una nuova collezione
ipercampionata di otto
bassi elettrici vintage, usabili in
qualsiasi produzione musicale. E
con il termine “ipercampionato”,
si intende la tecnica di Hypersampling
utilizzata da Propellerhead
per campionare i suoni nel modo
più realistico e musicale possibile
(vedi paragrafo più avanti). Gli
otto strumenti usati per realizzare
questa libreria di bassi elettrici
sono stati scelti dall’arsenale privato
del bassista svedese Sven
Lindvall (eccetto il Rickenbacker):
• Fender Jazz Bass - 1968:
suonato con le dita
• Fender Precision - 1965:
suonato con le dita
• Fender Precision - 1978:
suonato con il plettro
• Gibson EB-0 - 1972:
suonato con le dita
• Gibson Les Paul - 1969:
suonato con le dita
• Kay Hollowbody - 1963:
suonato con il plettro
• Music Man StingRay 5 - 2001:
suonato con le dita
• Rickenbacker 4001- 1974:
suonato con il plettro
Il contenuto
Questo ReFill di bassi elettrici per Reason, oltre alla
sua eccelsa qualità, è ben progettato e può essere usato subito in qualsiasi
ambito musicale. Il fatto che i bassi usati nella libreria siano “vintage”
non significa che si deve fare per forza un brano anni ’60... le patch del
Combinator sono state create da musicisti professionisti e
gli stili di basso possono essere usati per vari generi musicali.
Chiaramente, è possibile creare il proprio suono di basso partendo da un
template o modificarne uno a piacere. Oppure, tramite NNXT di Reason,
scegliere il microfono di una ripresa specifica o di un amplificatore. Anche
gli effetti sono stati selezionati per il tipo di basso, ma nulla vieta di
usare qualsiasi altro effetto. Una marea di possibilità, come al solito...
Analizziamo il contenuto del lussuoso pacchetto di REB. Innanzitutto, i due
DVD della confezione contengono rispettivamente le versioni a 16 e a 24 bit
della libreria. Significa che coloro che possiedono un computer, per così dire, un po’ lento, possono
caricare la libreria a 16 bit per la produzione, mentre per il master finale possono renderizzare
la produzione usando i suoni della libreria a 24 bit.
Proprio per questo, le patch sono identiche per entrambe
le versioni. L’installazione delle due librerie
(identiche) a 16 e 24 bit viene effettuata semplicemente
copiando i tre file ReFill di ciascun DVD
all’interno della cartella di Reason, ovvero:
• Reason Electric Bass Samples 1 (16 o 24 bit)
• Reason Electric Bass Samples 2 (16 o 24 bit)
• Reason Electric Bass (Patch varie)
Per la gioia di chi vuol sentire subito qualcosa che
funzioni, ci sono alcuni file dimostrativi di song
(rps) e sequenze (rns). In questo modo è possibile
partire immediatamente con la produzione delle
parti di basso, imparando da questi esempi in
quattro e quattr’otto...
Patch
Dopo tutto questo gran parlare, l’irrefrenabile curiosità
di sentire come suonano questi bassi, ci spinge a caricare prima le song e
poi le sequenze dimostrative. Ma è chiaro che, dopo il primo esaltante
ascolto dei file demo, cresce immediatamente la voglia di creare un proprio
giro di basso.
Quindi, un clic su New e su Create Instrument per cominciare l’avventura del
fai-da-te. Ovviamente, si suppone che l’utente abbia una minima
dimestichezza con Reason. Altrimenti, leggere il manuale! Non c’è da
stupirsi se l’organizzazione del ReFill è tanto chiara al punto che bastano
pochi minuti per prendere confidenza con le lettere e le sigle che designano
i vari modelli di basso, il tipo di ripresa (amplificatore + microfono) e il
pickup al manico (Neck) o al ponte (Bridge).
La cartella delle patch (Figura 1) contiene le relative sottocartelle come
spiegato qui di seguito.
Fig. 1 - Il Browser delle patch di Reason. Sulla parte
destra
della finestra sono visibili tutte le cartelle e le sottocartelle
contenenti le patch per il Combinator.
Preset Basses
Ci sono due 2 o 3 patch per il
Combinator disponibili per ogni
strumento. Ogni patch offre diverse
combinazioni di ripresa
(amp+mic) e di pickup. La lettera
(F) o (P) indica se il basso è suonato
con le dita (Finger) o con il
plettro (Pick). Per fare un esempio,
la sottocartella Fender Jazz
(F) contiente la seguente patch:
Jazz N&B A|M49+F|SM57
Non serve essere esperti crittografi.
La lettura è semplicissima:
basso Fender Jazz suonato con le
dita (F), registrato con pickup al
manico (N) e al ponte (B), amplificatore
Ampeg (A) con microfono
Didrik M49 e amplificatore Fender
con SM 57. La descrizione dettagliata
del contenuto di ogni patch
e delle abbreviazioni è contenuta
nel manuale di istruzioni.
Producer Basses
Sono patch assortite per il Combinator
create da produttori
professionisti. La nomenclatura
è molto più chiara, per esempio:
Griffin Producer [Fretless]. Notare
che la descrizione dettagliata del
contenuto di ogni patch Producer
è contenuta nel manuale di istruzioni.
Style Basses
Una vasta scelta di patch per il
Combinator basate su differenti
stili musicali o di artisti e band. Di
solito basta leggere il nome della
patch per capire di cosa si tratta.
Per esempio: Low Rick [Rickenbacker],
American Standard 90 [Les
Paul], Disco Wah [P Bass Finger] e
così via. La descrizione dettagliata
del contenuto di ogni Style è
contenuta nel manuale.
Template Patches
Sono una serie di “patch di partenza”
per costruire il proprio
suono di basso. È un modo per
imparare anche a usare i suoni, i
microfoni e gli amplificatori.
Separate Mics (NN-XT)
In questa sottocartella sono contenuti
i singoli campioni delle
riprese e dei bassi. Possono venire
scelti singolarmente e caricati
come Patch NN-XT, seguendo una
facile nomenclatura:
• Numero del campione
• Modello di basso (Fender Jazz,
Fender Precision, Gibson, Les
Paul, Kay, Rickenbacker, StingRay).
• Tipo di campione (Sustain, Hammer
On, Glissando, Release,
Gene, Fret, Ghost)
• Stile suonato (Finger, Pick)
• Nota campionata (numero di
nota o No Pitch)
• Layer dinamico
• Amplificatore (Ampeg o Fender)
• Microfono (Coles, Didrik,
Subkick, Neumann, AKG)
A titolo di esempio, il file
PRP_GST_G2_V4_8_FS413
indica che il campione è del Fender
Precision suonato con il plettro
(PRP). È una Ghost Note (GST)
con altezza G2 e Velocity Layer 4
(V4). La ripresa è stata effettuata
dal Fender Showman con microfono
SM57 (FS). Semplice, no?
Come si suona
Dopo aver perso gli occhi sui nomi delle patch, vediamo
come si suonano. Senza dilungarci troppo, guardiamo almeno le
caratteristiche esecutive da sfruttare per suonare il basso come fosse vero,
cioè con le tecniche di Glissando, Hammer On, Slide e come aggiungere Fret
Noise (rumori del tasto) e Ghost Note (note fantasma).
L’attivazione dei campioni relativi agli effetti Slide, ai rumori (Fret e
Ghost) e agli effetti di Glissando e Hammer
On, sono stati mappati da C0 a C#1 (Figura 2). Da C#7 a G7 sono stati
mappati ulteriori effetti Slide per dare ulteriore realismo alle
performance.
Slide L’effetto Slide, mappato da C0 a E0, consente Slide Up-Down, Slide
Up-Down Fast, Slide Down, Slide Down Fast e Slide Up. Gli Slide da C#7 a G7
sono di vario tipo.
Fig. 2 - Ripresa del segnale dei 6 bassi con pickup
singolo e dei 2 bassi con pickup doppio. Il segnale del pickup è stato
diviso in tre vie: due agli amplificatore e una diretta al software.
Fret noise
Da F0 a G0 ci sono tre tipi di
rumore prodotti dal movimento
delle dita sui tasti. L’intensità del
rumore viene determinata dalla
dinamica delle note suonate. Ghost Note
Da G#0 a B0 sono disponibili note
fantasma per ogni corda (E, A, D,G). È il tipico suono prodotto dalla
corda stoppata. Sono disponibili
note fantasma su diversi layer di
dinamica. Hammer On e Glissando
I tasti C1e C#1 sono usati per
l’effetto Hammer On e Glissando.
Le note suonate da D1a C4
sono quelle originali del basso,
campionate ognuna con il proprio
sustain su diversi layer dinamici.
Le stesse note sono disponibili da D4 a C7 come note da suonare alternate.
Tenendo premuto il tasto C1 si introduce l’effetto Hammer On. Le note da D1
a C4 (e da D4 e C7) sono come venissero suonate direttamente sul manico, con
la tecnica Hammer On, appunto. Usando la tecnica alternata delle note Hammer
On e quelle con Sustain normale si riesce a dare una maggiore sensazione
live all’esecuzione. Tenendo premuto il tasto C#1 si introduce l’effetto
Glissando (verso l’alto) per le note da D1 a C4 (e da D4 e C7), su diversi
layer dinamici.
Controlli vari
Per poter creare l’effetto corretto di note ripetute e
legate, tipicamente usate nei generi rock, senza però interrompere
l’inviluppo fra una nota e l’altra, si può usare la tecnica “note alternate
più pedale di Sustain”. Per esempio, se si deve ripetere lo stesso MI basso
con note legate, cioè senza sentire “stacchi” fra una nota e l’altra, basta
suonare il tasto MI della prima ottava (E1) e il MI della quarta ottava (E4)
tenendo premuto il pedale del Sustain.
Con il controller di Modulation Wheel della master keyboard si può
controllare l’attenuazione del suono delle corde. Nel basso StingRay
Fretless, con la ruota Modulation Wheel si controlla invece l’effetto di
vibrato.
Tramite l’Aftertouch, in tutte le patch dei Preset, si può controllare il
vibrato. Per tutte le patch il Pitch Bend è impostato a due semitoni di
default, ma è possibile modificare l’intervallo delle singole patch a
piacere.
I potenziometri 1 e 2 del pannello del Combinator sono assegnati alla
funzionalità key switching per Hammer On e Glissando per cui sono inattivi.
Il potenziometro 3 serve a controllare l’EQ dei preset, mentre il
potenziometro 4 controlla il compressore. Nelle patch con doppio pickup si
può controllare in tempo reale il mix fra i pickup al ponte e al manico
(vedi box “REB - Mix del suono di due pickup”).
Hypersampling
Se la tecnica di multicampionamento è stata la panacea di
molte librerie basate su campioni, cos’altro potevano inventare i tecnici
del suono svedesi? La tecnica di ipercampionamento, ovviamente!
L’Hypersampling si basa su quattro elementi chiave, alcuni nuovi, altri
derivati dalla tradizione:
1. Livelli multipli di dinamica per catturare l’intervallo dinamico di ogni
strumento.
2. Microfonaggio e ripresa dei segnali multipli per catturare, controllare e
miscelare il carattere dei vari microfoni e degli amplificatori.
3. Campioni multipli di “uguale dinamica”: l’alternanza dei campioni che
suonano in maniera simile rende la performance più realistica.
4. Multicampionamento delle variazioni: il suono diviene più realistico
catturando le diverse tecniche esecutive, le diverse sfumature sonore e i
vari rumori dello strumento campionato.
La ripresa dei segnali
Per una maggiore flessibilità, i bassi e gli amplificatori
sono stati registrati utilizzando segnali paralleli. Le Figure 2 e 3 mostrano due differenti metodi di ripresa del segnale per i
bassi con pickup singolo e doppio. Per il doppio pickup, il segnale è stato
diviso in modo che il pickup al manico fosse mandato all’amplificatore Ampeg
e il pickup al ponte all’amplificatore Fender.
Fig. 3 - Ripresa del segnale dei 2 bassi con pickup
doppio. I segnali sono stati ripartiti fra i due amplificatori mentre il
suono diretto è stato ripreso dal software.
Ampli, microfoni e pre
Uno degli amplificatori che hanno fatto storia è
sicuramente l’Ampeg B-15 S Portaflex Bass Combo “fliptop” (Figura 4),
diventato famoso negli anni ‘60. Questo amplificatore a valvole eroga una
potenza di 70 watt RMS su un cono da 15” accordato con bass reflex. Il suono
che ne deriva è caldo e preciso.
Fig. 4 - Ampeg B-15 S Portaflex Bass Combo “fliptop”
Il Fender Showman “Black face” 64 (Figura 5) è un altro
storico amplificatore
con 50 W RMS su due
coni da 12”, fornendo una sonorità
“mediosa”, complementare al
suono dell’Ampeg.
Oltre alla ripresa diretta tramite
una REDDI Tube Direct Box, è
stata usata una ricca serie di microfoni
per la ripresa degli amplificatori.
Le caratteristiche diverse
dei microfoni impiegati hanno
consentito la ripresa di tutte le
sfumature timbriche degli amplificatori:
• Neumann U47 FET
Un classico per il basso (usato
per riprendere l’ampli Ampeg)
• Didrik DeGeer M49
Microfono valvolare artigianale
prodotto dallo svedese Didrik
De Geer (usato per riprendere
gli ampli Ampeg e Fender)
• Coles 4038
Un microfono a nastro fra i preferiti
in studio (usato per riprendere
gli ampli Ampeg e Fender)
• Yamaha SKRM-100 Subkick
Microfono formato da un altoparlante
da 6,5” dentro un rullante
da 10” adatto a cogliere le
frequenze ultrabasse (usato per
riprendere l’ampli Ampeg).
• Shure SM57
Uno dei più popolari cardioidi
dinamici, adatto a riprendere
sorgenti dinamiche come batterie
e amplificatori (usato per
riprendere l’ampli Fender).
• AKG D12
Microfono dinamico cardioide
(usato per riprendere l’ampli
Fender).
Fig. 5 - Fender Showman “Black face”
Per i diversi tipi di microfono e le
varie riprese, sono stati usati i seguenti
pre e DI box (Figura 6):
• Chandler TG2, ricreato sul preamplificatore
EMI TG12428 usato
negli studi EMI/Abbey Road
negli anni ‘60 e ‘70. Usato per il
microfono Didrik DeGeer M49.
• Il preamplificatore API 512C
è stato usato per i microfoni
SM57 e SKRM-100 Subkick.
• Il pre valvolare Fairman TMA è
stato usato per i microfoni AKG
D12 e Neumann U47.
• Come DI-box, sono stati usati il
pre Avalon U5, il tube channel
Fairman TRC MkII e il REDDI
Tube Direct Box.
Fig. 6 - Da sx: API 512C, Chandler TG2 EMI, Fairman TMA,
Avalon U5 e REDDI Tube Direct Box.